Le calcificazioni prostatiche in genere si formano in seguito a pregressi processi infettivi o infiammatori della ghiandola, spesso asintomatici.

Molto spesso una semplice ecografia dell'apparato urinario, rileva la presenza di "calcificazioni prostatiche".

La genesi delle calcificazioni prostatiche va attribuita principalmente a due cause: il reflusso di urina infetta nei dotti prostatici che si riversano nell'uretra posteriore  o a prostatiti chimiche dovute o alla cattiva abitudine di trattenere le urine, oppure a il coito interrotto.

Nella zona infiammata  si verifica un rallentamento del flusso di sangue con  conseguente precipitazione dei sali di calcio contenuti nel sangue. La precipitazione, con il tempo darà luogo alle calcificazioni.

Più grandi sono le calcificazioni più queste rappresentano un rischio di comparsa di LUTS, ( Lower Urinary Tract Symptoms) .

Pertanto è consigliabile effettuare una visita specialistica urologica per verificare che non ci siano disturbi minzionali importanti, disturbi dello svuotamento vescicale, per indicazioni ad un trattamento terapeutico.

Si può adottare la classica terapia infiltrativa con iniezioni intraprostatiche o periprostatiche a base di antinfiammatori e antibiotici, occorre fare interventi ripetuti nell’ arco di 12/15 giorni.

In alternativa è possibile intraprendere la terapia medica, basata su fitoterapici con specifica azione antinfiammatoria ed antiossidante; quali Bromelina, Escina (BREAFLOG), Curcumina, Quercetina(BreaCUR350) e sostanze naturali in grado di sciogliere le calcificazioni come i Citrati di Magnesio e Potassio (BREASTON) in aggiunta ad antibiotico specifico.