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Test di Meares Stamey

Esami di laboratorio
 

TEST DI MEARES STAMEY (URINOCOLTURA FRAZIONATA)
La coltura del secreto prostatico è indicata per stabilire la diagnosi eziologica batterica di prostatite cronica.
La prostatite acuta si accompagna a un quadro clinico caratteristico di brividi, febbre, disuria, talora ostruzione urinaria,dolore perineale e dolore acuto alla palpazione della ghiandola. La diagnosi eziologica di prostatite batterica può essere effettuato tramite emocoltura in fase di brivido o ricorrendo ad aspirato ecoguidato di ascesso prostatico.
L’esplorazione rettale ed il massaggio prostatico sono controindicati nell’acuzie in quanto possono generare batteriemie.
Più problematica è la diagnosi di prostatite cronica. Infatti non vi è modo, tramite gli accertamenti standard, di  distinguere tra batteri saprofiti dell’uretra e batteri che si sono localizzati nel tessuto ghiandolare. Non vi sono cutoff  applicabili, e le cariche batteriche sono normalmente basse.
Per la diagnosi di prostatite cronica è necessario evidenziare un sicura infezione batterica del secreto prostatico, riducendo al minimo la possibilità di contaminazione con flora uretrale.

La procedura diagnostica è la seguente:
1. Si effettua una prima  urinocoltura standard. Se positiva, trattare prima di tutto l’infezione vescicale. Infatti, in presenza di una
cistite, non ha senso effettuare altre indagini.  Ripulita la vescica, dopo almeno tre giorni dalla sospensione dell’eventuale trattamento antibiotico, effettuare un Primo  e Secondo getto urinario  con esame biochimico e microscopico. Nel caso che la conta dei leucociti sia anormale e  che il numero di cellule sia maggiore nel primo getto, effettuare il Test di Meares-Stamey.
Test di Meares Stamey

Con questa procedura si cerca di valutare se la causa della presenza di un numero di leucociti aumentato nel primo getto sia dovuto ad una uretrite od ad una prostatite cronica. Nel secondo caso, il numero maggiore di leucociti sarà reperibile nel secreto prostatico dopo espressione manuale della ghiandola o, in mancanza di una chiara secrezione, nel 3° getto  urinario. Anche i batteri presenti nelle colture, saranno a concentrazioni maggiori in queste frazioni del prelievo. E’ importante sottolineare che tra un prelievo e l’altro, il paziente deve urinare per lavare la via escretrice e creare il massimo divario tra un campione e l’altro.
Come si esegue ?

Si esaminano insieme il primo ed il secondo getto urinario, l’eventuale secrezione prostatica ottenuta con massaggio  prostatico e un terzo campione di urine che effettua il lavaggio del sistema dopo massaggio.
Materiale per la raccolta

Quattro contenitori sterili in plastica, con tappo a vite, per la raccolta delle urine e del secreto prostatico (per facilitare il paziente durante i lavaggi uretrali tra un campione e l’altro, è bene aggiungere anche altri due contenitori).
Dato che il paziente deve raccogliere quantità diverse di urina, è bene disegnare delle linee sui contenitori con pennarello indelebile, aiutandolo così ad interrompere il getto al momento giusto.
Modalità di esecuzione

Il paziente deve essere ben idratato, con la vescica piena.
Procedere alla pulizia ed al risciacquo dei genitali come per l’urinocoltura (è essenziale mantenere retratto il prepuzio per l’intera durata del prelievo).
Nel primo contenitore il paziente dovrà raccogliere un primo getto di urine ( per un volume massimo di circa 5 ml  (circa 0,5 cm dal fondo del contenitore). La quantità deve essere minima poiché non deve diluire eccessivamente le  secrezioni uretrali depositate durante la notte . Questo è il campione Uretrale.
Effettuare lavaggio dell’uretra facendo emettere 10cc di urina..
Nel 2° contenitore raccogliere altri 20-50 mL di urina. Questo è il campione Vescicale.
Quindi il paziente verrà posto in genu-pettorale per effettuare il massaggio prostatico. Il massaggio deve riguardare i tre lobi della ghiandola, e deve essere delicato tanto da non provocare forti dolori, ma deciso. La durata del massaggio non è standardizzata, ma, di solito, è sufficiente un minuto. Il paziente durante la manovra dovrà mantenere retratta la cute del prepuzio. Se l’espressione prostatica produce una secrezione (non sempre è così) si raccoglie il secreto prostatico nel 3° contenitore per caduta. Si consiglia di avere a portata anse sterili monouso ed un contenitore con brodo arricchito (1 cc) nel caso che sia presente una secrezione ma non sufficiente a cadere nel contenitore. Questo è il Campione prostatico.
Terminato il massaggio prostatico il paziente urinerà nuovamente raccogliendo circa 5 cc nel quarto contenitore sterile.
Questo campione è necessario specialmente in quei casi in cui il secreto prostatico ottenuto durante il massaggio sia  assente o di volume insufficiente ad effettuare tutti i test richiesti. In questo caso il 4 getto diviene il Campione  prostatico.
Una diagnosi non equivoca di prostatite batterica richiede che la conta delle colonie nelle urine dopo massaggio superi notevolmente la conta batterica nel primo getto preferibilmente di almeno 10 volte.
Tuttavia, molti pazienti con prostatite batterica cronica hanno cariche batteriche molto basse in questo campione. In questi casi, è di maggiore utilità quanto si ottiene dall’esame microscopico ( la presenza di leucociti e/ o corpi lipidici intra-macrofagi è un indice di risposta flogistica prostatica ) e colturale del secreto prostatico.
Inoltre il test consente la diagnosi eziologica di uretrite e cistite.
Il test è indirizzato alla ricerca, quantitativa, dei batteri classicamente venerei (Neisseria gonorrhoeae ) e di quelli abitualmente residenti a livello uretrale (Enterobatteri, bacilli Gram-negativi non fermentanti, cocchi Gram-positivi, bacilli Gram-positivi )


 
 
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